Le borgate di Fellicarolo

PONTE DI FELLICAROLOid2 1
Alt. m 779


Il ponte supera la stretta valle di Fellicarolo in vista del centro frazionale. La grande arcata a profilo ribasso rappresenta una notevole emergenza ambientale anche perchè viene traguardata frontalmente in tutta la sua imponenza e per un lungo tratto, privo di insediamenti, dalla strada in ascesa. Presenta due alte teste di ponte artificiali per raccordare in piano gli imbocchi sulle due sponde, costituite da muraglie in pietrame molto compatto mentre le ghiere delle arcate sono, come di consueto, i conci squadrati e accuratamente spianati. All'ingresso sulla riva destra del ponte si trova una maestà su pilastrino, denominata sulla carta "Santirone". Prima dell'attraversamento del Fellicarolo la strada supera il fosso del Rovinaccio con un ponticello in pietra la cui arcata a tutto sesto venne dissestata da una piena. Anche questo passaggio fu accompagnato da una maestà su pilastro situato nei pressi. L'unica casa di interesse storico sulla strada di fondovalle che porta a Fellicarolo è casa Romani, segnata da un pilastrino devozionale in pietra di fattura tradizionale datato "1903" a cui seguono, prima del ponte sul Rovinaccio altre due maestà, una delle quali, dedicata a S. Giuseppe, risalente al 1920.


 

S. PIETRO DI FELLICAROLOid2 2
Alt. m 920
 
Fellicarolo fronteggia Canevare sulla ripida sponda destra del torrente omonimo. Il paese manca di un centro vero e proprio e la chiesa, costruita all'incrocio delle strade più importanti che si diramano nel versante, fa da riferimento ad una costellazione di casolari disposti a ventaglio, prevalentemente nella zona alta. Tale conformazione per nuclei sparsi è conseguenza dell'opera di ricostruzione conseguente alla disastrosa frana che sul finire del 1779 colpì direttamente Fellicarolo. Anche la chiesa di S. Pietro, distrutta dalla lavina, venne riedificata nel 1786 con il concorso del duca di Modena e benedetta nel 1788. In quella località era stato infatti costruito nel 1429 un oratorio, sostituito nel 1525 da una chiesa, ingrandita successivamente nel 1600, nel '53 e nel '56. L'edificio è caratterizzato da un'impostazione monumentale con alta facciata in pietrame a vista, conclusa da un cornicione modanato che corrisponde ad una pendenza particolarmente accentuata delle falde. Il disegno tripartito verticalmente con altrettante porte secondo la tradizionale divisione basilicale in tre navate, corrisponde in realtà ad un impianto a sala unica con tre cappelle per lato e abside semicircolare. L'illuminazione è assicurata da una coppia di stretti finestroni terminanti ad archetto posti al centro della facciata, ai quali si aggiungono analoghi finestrini sulle false porte laterali e al centro del timpano. La fattura e la forma di tutte le aperture compresi i portali relativamente recenti farebbero farebbero pensare a un ridisegno della facciata, caratterizzata inoltre da un'insolito motivo di cmapitura a un'intonaco del timpano centrale e dei due semitimpani laterali curvilinei. All'ornato originale della facciata appartengono sicuramente gli elaborati cippi in pietra di coronamento e di sostegno della croce, e il cornicione di raffinata modanatura. Sul retro la chiesa è provvista di un bel campanile che emerge, al di sopra della linea di colmo, di tutta la cella campanaria, coperta semplicemente a quattro acque con slanciata cuspide piramidale. All'interno le cappelle sono adorne di ancone di legno dorato e dipinti del XVII e XVIII secolo, provenienti dalla chiesa precendente; sull'altare maggiore è posta una tela raffigurante S. Pietro, opera di Gaetano Bellei datata 1914; la chiesa è famosa tuttavia per il bellissimo coro ligneo realizzato dagli ebanisti locali Innocenzo e Michele Angelo Corsini, proveniente dalla soppressa chiesa del convento dei francescani a Fanano. Da segnalare in sacrestia un pregevole mobile del 1684 con ricchi intagli, paramenti antichi e dotazione di argenterie sacre, nonchè una porta laterale ornata da intagli, opera del tardo XVII secolo, dovuta ad artigianato montano (1). Casa Mucci è l'ultima casa di Fellicarolo sul bivio delle strade che innervano il versante a monte. Si compone di un lungo edificio in linea a due piani, comprendente due unità abitative, che conserva inalterate le caratteristiche tradizionali dell'edilizia montanara. La casa presenta su entrambi i fronti parti porticate realizzate con il prolungamento della falda di copertura che si evidenziano per la matericità del tetto ravvicinato in pianne e della muratua in pietra a vista rispetto alle pareti intonacate dell'abitazione; in particolare il portico sul retro è caratterizzato da un massiccio pilastrone quadrato e si affaccia su una corte selciata con i lastroni tradizionali d'arenaria. L'abitazione terminale verso l'incrocio presenta sul colmo della parete di fondo un alto camino secondo una soluzione frequente nelle case di montagna che riflette una posizione codificata del camino della casa; appena discosto si trova una fontana - lavatoio protetta da un ampio portico, perfettamente conservato, chiuso su tre lati e sostenuto da una rudimentale quanto ingegnosa capriata lignea su cui fa bella mostra il mano di lastre d'arenaria in notevole strato. Quasi appoggiato alla parete della fontanasi trova una pregevole maestà su pilastrino in pietrancon nicchia provvista di bancaletto modanato e di inferrriatina di originale disegno con il monogramma della madonna.
1)Garuti, Righi, 1991



 
ARSICCIOLA 


Alt. m 1073


Arsicciola è il nome di una casa rurale isolata sulla sponda sinistra del torrente, servita da una breve derivazione della strada di Fellicarolo da cui si stacca poco prima del ponteche immette nel centro della valle. La località riveste un interesse esclusivamente storico; il toponimo, anticamente Arsiciola, ricorda infatti una comunità con propria chiesa parrocchiale, dedicata a San Bartolomeo, documenteta nel primo elenco delle cappelle dipendenti dalla pieve di Fanano (1233-1238), molto tempo prima, quindi, che venisse eretta parrocchiale la chiesa di Fellicarolo (1653) (1). Il luogo, in una zona di discreto pendio, poteva contare su un'ottima isolazione essendo il versante completamente esposto a mezzogiorno, con visuale diretta sull'attuale centro della frazionale. Il destino della borgata è stato segnato da una delle numerose frane che hanno sconvolto il territorio di Fellicarolo " ...una impetuosa lavina nel Dicembre 1728 ... sommerse dieci case della villa dell'Arsicciola colla piccola chiesa di San Bartolomeo ..." (2). Nominativo in una carta del 1340 (3). Il piccolo luogo di culto a quel tempo era ridotto a semplice oratorio della chiesa parrocchiale di Fellicarolo, e probabilmente ridimensionato rispetto alla consistenza originaria.
1) Pistoni, 1971,pp. 141-142.
2) Pantanelli, Santi, 1895, p. 1105.
3) Benazzi, 1979, p 175.




 
CA' ANSELMI (Oratorio di San Rocco)
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Alt. m 865


Cà Anselmi si trova in parallelo con la borgata di Gagnana, Su terrazzo dalla parte bassa di Fellicarolo compreso tra due degli innumerevoli corsi d'acqua che solcano questa parte di territorio frazionale, il fosso di Risecco e il fosso delle Sarte. La località comprende un discreto numero di case, in gran parte riattate ad un abitazione stagionale, servite da una derivazione che si stacca dal tornante che precede l'arrivo a Fellicarolo. Nella parte bassa dell'agglomerato sorge un oratorio dedicato a San Rocco probabilmente costruito ai primi del settecento, il quale servì da parrocchiale durante il periodo di ricostruzione della chiesa di Fellicarolo atterrata dalla frana del 1779. L'edificio è costituito da una sala proporzionata di discrete dimensioni, ben conservata, con la fisionomia semplice e pulita degli oratori rurali. La facciata presenta un intonaco liscio privo d'ornati ed è a chiusura in alto dai due spioventi in lastre d'arenaria in leggero aggetto sulle pareti. In asse si allineano il portone semplicemente architravato, il rosonecentrale tondo, un piccolo finestrino all'incrocio dalle falde e dal di sopra di queste un cippo con la palla di sostegno della croce. Nella parte superiore dell'agglomerato si trova una pregevole maestà in nicchia su pilastrino. Il frontalino è un alastra quadrata scolpita con un raffinato disegno a portalino classico e con un contorno modanato in rillievo;al di sotto dal bancaletto una pietra portava incisa la data ora leggibile solo per i numeri "18...". Il portalino è provvisto del cancello di ferro battuto con il monogramma della Madonna nella lunetta; in alto la nicchia è coronata da un timpano triangolare sul quale svetta uno slanciato ed insolito cippo conico di sostegno della croce. Una casa reca in parte una piccola targa in pietra lavorata a cordone sul contorno, la data "1874". Anche a Gagnana si trova una bella maestà su pilastrino con decori geometrici nei piedritti e nell'archetto monolitico.



  
LA VECCHIELLAid2 4

Alt. m 952


La Vecchiella si trova nel punto terminale di una diramazione della strada che risale il monte di Fellicarolo in direzionedi una vasta zona deta Bosco Agolare. La casa è articolata attorno ad una corte, selciata con i tradizionali piastroni d'arenaria, di dimensioni molto lunghe e strette e disposta lungo l'isoipsa in modo da sfruttare al meglio la conformazione del terreno già in discreto pendio. La corte si trova a un livello più basso della strada così da percorrere tutto il lato a monte per abbassarsi gradualmente ed entrare nella corte dal lato opposto a quello di provenienza. Tutto il lato verso la valle è occupato da un lungo edificio composto da varie parti, la più importante delle quali è una casa su due piani rivestita d'intonaco con cornicione a sguscio, composta da due unità ugali accostate a schiera. La lunga ala termina con un risvolto ortogonale recentemente recuperato ad abitazione stagionale; tra quasti due corpi si inserisce una parte porticata sporgente verso la corte, sorretta da due caratteristiche colonne cilindriche in pietrame, che protegge l'accesso al fienile. L'impianto della casa è completato sulla corte da un capiente portico per il ricovero degli attrezzi mentre nel piano seminterrato della lunga stecca si trovano gli scantinati e le stalle. La casa si segnala per l'integrale conservazione delle caratteristiche costruttive dell'epoca, riferibile alla prima età dell'ottocento, parzialmente alterato solo dal manto in tegole della parte ristrutturata, e per l'insolita tipologia di casa bifamiliare gemellata.



 
CA' BALESTRO

Alt. m. 984


Cà Balestro si trova appena a monte di Vacchiella su un braccio della stessa derivazione stradale che termina che termina con la vicina Cà Mucci. La tipologia della casa richiama quella di Vacchiella anche se le proporzioni sono molto più raccolte e qui la corte si sviluppa sul livello più basso della casa dove è disposto l'accesso della strada. L'abitazione si svuppa sui consueti due piani, piùun soggetto arieggiato da stretti finestrini rettangolari grandi come le finestre; su di essa converge ortogonalmente un'ala riustica che si affaccia verso la corte attraverso un' originale soluzione di corpo porticato che protegge sia l'ingresso dell'abitazione che quello della stalla. Particolarmente degno di nota è il selciato della corte che presenta una pavimentazione in grandi lastre squadrate d'arenaria, accostate a giunto stretto. La casa si caratterizza per l'usuale contrapposizione cromatica tra intonaco bianco dell'abitazione e pietrame a vista-stuccatodei rustici, resi omogenei dalla continuità del manto di copertura in lastre d'arenaria.


 

LA POSSIONE


Alt. m 1015


La Possione è uno degli insediamenti più consistenti della zona alta di Fellicarolo, formato da una serie di edifici ravvicinati e disposti su lati opposti di un antico tracciato verso monte che proprio in corrispondenza del nucleo si immette nella strada principale. Al centro del casolare si forma uno spiazzo selciato con gli usuali lastroni d'arenaria, delimitato verso monte da un rustico comprendente vari servizi tra i quali il forno. In corrispondenza della testata di questo edificio con un fianco a profilo arrotondato, si trova una pregevole maestà in pietra su pilastrino. La nicchia monolitica è caratterizzata da un architetto incavato a forte strombatura ed è conclusa da uno slanciato cappello su cornice modanata, terminante con una sfera a sostegno della croce. La fisionomia generale del nucleo conserva l'impronta d'epoca, contraddistinta dal carattere semplice e rustico degli edifici tutti costruiti con muratura in pietrame a vista.



 

SERRETTO


Alt. m 1017


Serretto appartiene alla cintura alta dei casolari di Fellicarolo e si trova ai margini di un pianoro, l'unico nella frazione oltre a quello di Cà Betlemme - Cà Re, sul versante che dl centrorisale il torrente Fellicarolo. La tipologia della casa richiama quella di La Vecchiella anche per le analoghe proporzioni del caseggiato fortemente sviluppato in lunghezza ma qui di dimensioni ancora maggiori, favorito in questo dall'ampiezza del retroterra coltivabile. Come nella citata costruzione, anche in questo caso al centro della stecca si trova un corpo porticato sporgente verso la corte attraverso il prolungamento della falda di copertura, caratterizzata da una linea di gronda molto bassa anche per effetto di un innalzamento della quota del cortile all'inizio del portico. Questa parte notevole, avanzata su tre campate, è sorretta da due elementi portanti in pietrame, un setto squadrato e un pilastrone cilindrico secondo una tipologia costruttiva presente anche nei vicini casolari di la Vecchiella e Il Poggio. Le unità attigue destinate ad abitazione sono state recuperate ad uso stagionale con alterazioni più o meno vistose provocate dall' "inevitabile" sostituzione del manto di copertura originario in lastre, sacrificato alla tenuta sicura delle tegole in cemento. 



 
IL POGGIOid2 5


Alt. m 1055


Il Poggio, dislocato all'estremo limite orientale della cintura più alta dei casolari di Fellicarolo tra Campo dell'Orca a monte e il ripido pendio del Bosco Agolare a valle, costituisce il nucleo più complesso e rappresentativo della realtà insediativa di questa parte remota e appartata del territorio di Fanano, rappresentando per giunta il punto terminale della penetrazione viaria su questo versante, in concomitanza con l'altro braccio stradale che termina in alto con casa Baroni. Data la sua posizione fortemente spostata in direzione verso l'ingresso all'ultimo tratto della valle non è escluso che la località potesse esercitare una funzione decentrata di controllo della viabilità; il ruolo che potrebbe spiegare anche il toponimo chiaramente derivato dal "podium" latino indicativo il luogo fortificato. L'impianto è basato su un lungo caseggiato rettilineo composto da diverse unità edilizie a schiera, terminante con un risvolto ortogonale verso monte in modo da individuare all'interno una grande corte chiusa. La strada in arrivo percorre tutto il lato lungo esterno della stecca prima di inoltrarsi attraverso una strettoia all'interno della corte, secondo una modalità di accesso che conferma la fisionomia fortemente conchiusa dell'insieme. L'elemento più interessante del complesso è costituito da un grande portico, a protezione degli ingrssi alle abitazioni, che chiude l'angolo formato dalla congiunzione delle due ali; come al solito esso è formato dal prolungamento della falda di copertura sostenuta da due pilastroni cilindrici in pietrame. Sul lato di fondo del portico, quasi all'incrocio delle ali, si eleva un corpo turrito coperto a due acque che stacca la sua linea di gronda sul colmo della parete porticata adiacente con un disegno di incastri di falde e di volumi molto suggestivo.Vicino alla torretta è piazzato un grosso camino di insolita forma cilindrica, che probabolmente risponde alla logica formale dei sottostanti pilastri del portico. All'ingresso della corte, completamente selciata con grandi lastroni informi d'arenaria, si trova una grande fontana-lavatoio protetta da un portico sorretto da massicci setti murari. Tutto il complesso ha conservato la fisionomia originaria anche nel manto di copertura in lastre d'arenaria, così da costituire una rilevante testimonianza di architettura rurale alto-frignanese del sei-settecento.



 
CA' NORRA

Alt. m 1117


Cà Norra costituisce, assieme alla vicina Cà Baroni il vertice del sistema insediativo dell'alta valle di Fellicarolo alle pendici del monte Rondinara - Scaffa delle Rose, dove un'ampia zona boscata viene indicata con il toponimo "Il Colombano". La casa è organizzata a corte con un lungo fabbricato che si dispone ad L sul ciglio del pendio, in modo da proteggere verso l'interno un'ampio spiazzo lastricato. In angolo è disposto un portico sorretto da un massiccio pilastrone in pietrame. staccati dalla stecca delle abitazioni sorgono alcuni fabbricati rustici ancora coperti integralmente in lastre; altri corpi della casa risultano ristrutturati e uno di essi presenta un rivestimento di lamiera preverniciata a doghe scure. Una coppia di anziani residenti annovera la casa tra le prime sette di Fellicarolo; considerando la stretta analogia di impianto con la vicina corte di Ca Baroni, che conserva una parte datata "1511", questa memoria tradizionale appare accreditabile.



 
CA' BARONI
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Alt.m 1133


Casa Baroni è il più elevato dei grandi casolari di Fellicarolo, in modo da abbracciare dalla sua posizione dominante l'intero panorama della vallata. L'impianto della casa riflette la tipologia frequente a lunga stecca edilizia disposta sull'isoipsa ed articolata in grandi corpi di fabbrica coperte a due acque, che comprendono sia l'abitazione che i rustici di servizio. L'abitazione qui occupa la parte centrale e come nei casi citati si sviluppa su due piani verso la corte con uno stacco rispetto alla linea dei rustici attigui che viene a delineare verso valle una sagoma a gradoni decrescenti di grande impatto visivo. Il fronte verso valle è caratterizzato da due grandi arcate sovrapposte, in pietre poste di coltello corrispondenti al corpo della stalla-fienile;quello inferiore della stalla, è da tempo chiusa da un setto murari. A lato un aporta conduce a scantinati coperti con volte di pietra; su un cantonale interno è incisa la data "1511" sul retro si sviluppa un'ampia corte chiusa selciata con i trasdizionali lastroni di pietra, verso la quale la casa presenta un'avancorpo su tutta la lunghezza, porticato nella parte centrale tramite un pilastrone centrale. All'ingresso dell corte è posto un'oratorio dedicato all B.V.Immacolata, eretto dalle famiglie Baroni e Cantelli, esso gode di tutte le indulgenze concesse alla Sacrosanta Basilica del Laterano di Roma, come risulta dalla bolla Pontificia di Pio VI del 2 giugno 1776 e rinnovata il 23 giugno 1864, sotto il pontificato di Leone XIII. La struttura quella solita degli oratori rurali a sala unica con fronte a due spioventi provvista della sola finestrella sopra al portale e di una formella in terracotta. La disposizione dell sala secondo la linea di pendio motiva la scaletta di accesso. Contrapposto all'oratorioverso l'interno della corte si trova un rustico, murato con una pezzatura di pietre a vista insolitamente grandi nelle porte e nei cantonali. Sopra l'architrave della porta della stalla è posto un grande masso squadrato scolpito pregevolmente con un arco in rillievo che nella sottostante lunetta reca una croce a bracci uguali; sul bordo superiore dell'arco è incisa la seguente scritta " Pace nelle Familie Forza Unione tutto a me manca povero Minc.B.1889 C."; B. C. stanno per Battista Cantelli. La casa è stata oggetto di un'intervento di ristrutturazione e di recupero ma conserva i caratteri peculiari della fisionomia originaria.




 
CA' PIETRO


Alt. m 953


Cà Pietro occupa una posizione rilevata sulla strada che innerva il versante orientale della valle di fellicarolo, conclusa in alto da Casulie e I Taburri. Il casolare è impostato sulla consueta lunga stecca residenziale di altre case della zona, posizionata sulla isoipsa, in modo da sviluppare sul retro una stretta chiusa verso il monte dell'ala dei rustici, rimasta la parte più integra del complesso. La parte residenziale ha subito un generale intervento di ristrutturazione che ha quasi del tutto cancellato i caratteri d'origine, tuttavia la fisionomia della casa è tuttora leggibile attraverso l'impianto della corte ed affiora anche in una parte solo intonacata che presenta le finestre incorniciate dai soliti monoliti d'arenaria. A memoria della coppia di anziani residenti a Cà Norra, Cà Pietro è compresa dal novero delle prime sette case costruite a Fellicarolo.


 

CASE NESTI

Alt. m 945


La casa si trova a ridosso di Cà Re sulla strada che risale la valle del torrente Fellicarolo e si articola attorno ad una corte rettangolare molto stretta e lunga, selciata con gli originari piastroni informi di grande pezzatura, secondo una tipologia di impianto che si ripete frequentemente nei casolari di Fellicarolo. Il lato maggiore verso valle è occupato dalla casa recentemente ristrutturata, mentre su quello parallelo, contro monte, è attestato un lungo fabbricato rustico ancora nelle condizioni originarie che comprende tutti i servizi agricoli.


  

CA' RE

Alt. m 935


Cà Re si trova all'inizio della vallecola dell'alto corso del torrente Fellicarolo, servita da una strada che si stacca alll'altezza della chiesa parrocchiale a significare l'importanza di questa zona del territorio frazionale incuneata nel magnifico scenario traguardato sul Libro Aperto (m1936). La casa si trova ai margini di un ampio pianoro, insediato al centro da Cà betlemme, che risulta la parte finale di una fascia di terreno a pendio limitato parallela al corso del torrente e in risalita verso Casulie. Questa conformazione ha determinato condizioni favorevoli ad un micro sistema insediativo di fondovalle che andrebbe attentamente sottoposto ad una comlessiva tutela ambientale; anche al fine di disciplinare la consistente attività edilizia della zona. Nel nucleo, che è stato oggetto di vari interventi di ricostruzione, si trova un interessante edificio d'epoca le cui pessime condizioni di manutenzione attestano un'abbandono ormai molto prolungato. Si tratta di una costruzione caratterizzata da una muratura di pietrame molto campatta sulla quale sono visibili segni di stratificazione precedenti, dove si inseriscono finestre incorniciate da grossi monoliti d'arenaria dall'inconfondibile taglio tardo medioevale. A ridosso della casa sono presenti altri corpi di fabbrica con incipienti segni di degrado. Nel nucleo è presenteuna pregevole maestà su pilastrino databile ai primi del settecento, che stranamente risulta interrata fin quasi all'altezza della nicchia, al centro del piccolo timpano individuato dalla copertura a due falde è scolpita a bassorilievo una Croce a bracci uguali. La maestà conserva il cancelletto d'epoca in ferro battuto, con motivo decorativo a ricciolo e monogramma della Madonna.


 

BORGATA CA' BRUCIATA, CA' IETTAid2 7

Alt. m 975, m 980


Cà Bruciata e cà Ietta sono casolari legati da un rapporto di contiguità in quanto le loro frabbriche a forte sviluppo lineare si fronteggiano da lati opposti rispetto alla strada che risale la valle superioredel Fellicarolo. Cà Bruciata assieme a Casulie, più a monte, è l'unico casolare posto sul lato della strada che guarda verso il torrente, ma nel caso specifico viene a trovarsi sulla cresta di una conca formata dal fossato che corre parallelo alla strada .Da questa posizione rilevata assume un forte impatto ambientale rafforzato dal notevole sviluppo verticale dell'edificio. Completamente diversa è la situazione sul lato opposto, poichè la casa si trova ai margini di uno strapiombo di oltre cinquanta metri sul greto del torrente. L'ingresso alla corte avviene da una strettoia formata da un grande rustico costruito a fianco della casa caratterizzato da una muratura molto compatta in pietra a vista a forte risalto rispetto alla mole intonacata della casa. In fregio alla strada si trova una maestà su pilastrino di tipologia tradizionale con nicchia coperta a due spioventi. A poca distanza da cà Ietta, sempre sulla strada si trova Il Colombano, casolare posto al centro della valle il cui toponimo, associato all'oratorio di San Colombano di Fanano, sarebbe da riferire alla presenza di monaci osservanti la regola di San Colombano prima della fondazione del monastero di S.Anselmo. Stesso nome è portato da una zona compresa tra Fallicarolo e la vetta del monte Rondinara che sovrasta il paese a meridione.




 
IL COLOMBANO, CA' BAIOCCO


Alt. m 1020

A poca distanza da Cà Ietta, in una localita amena sempre sulla strada, si trova il Colombano, casolare posto al centro della vallecola il cui toponimo associato all'oratorio di S. Colombano di Fanano sarebbe da riferire alla presenza dei monaci osservanti la regola di S. Colombano prima della fondazione del monastero di S. Anselmo. Lo stesso nome indica una zona compresa tra Fellicarolo e la vetta del monte Rondinara che sovrasta il paese a meridione. Il casolare conserva l'impianto originario basato su un edificio di grandi dimensioni, con significative alterazioni della sua fisionomia per interventi di adeguamento abitativo stagionale. Alcune parti presentano all'esterno un rivestimento in lastre nervate di lamiera, viste anche a Cà Norra. Poco più a monte del casolare, sempre innestato sulla strada, si trova Cà Baiocco, un'interessante casa rurale storica ad elementi separati, rimasta nei caratteri semplici e rustici della fisionomia d'origine.



 
CASULIE


Alt. m 1073


Casulie conclude la serie dei grandi casolari attestati nell'alto corso del torrente Fellicarolo, che proprio all'altezza della casa inizia il suo corso dall'unione del fosso Serra con il fosso Doccione. La casa si sviluppa a valle della stradae si articola attorno ad un'ampia corte pavimentata con il selciato originale in piastroni d' arenaria. Tutto il lato che chiude la corte verso valle è occupato da una lunga stecca adibita prevalentemente a servizi agricoli di altezza molto ridotta per il notevole sviluppo del corpo di fabbrica e quindi anche della falda di copertura in lastre d'arenaria che rappresente l'aspetto di maggior caratterizzazione del complesso. Nella corte si trova una bella maestà sul pilastrino, di proporzioni massiccie, con archetto della nicchi decorata da un motivo di rettangoli raccordati ad archi concavi, di uso ottocentesco, riscontrato anche su portali dello stesso periodo.


 

I TABURRI


Alt. m 1229


La località I Taburri occupa un pianoro ad alta quota del corso del fosso Doccione, un luogo adatto ad un insediamento che fungeva da punto di riferimento per le attività legate alle lavorazioni boschive e di pascolo in quota comprese tra il Libro Aperto e Cima Tauffi. Qui sorge na capanna in pietra, ora in stato di abbandono, che conserva all'interno un caratteristico palestrone circolare di sostegno della copertura e una vicina casa rurale ad elementi separati, recuperata in modo appropriato come residenza stagionale. Il rustico che affianca la casa è rimasto intatto nella sua fisionomia originaria presenta un insolito sporto di copertura, su coppia di pilastri lignei, a protezione della scaletta in pietra che porta all'ingresso del fienile. La località gode di prerogative naturalistiche ed ambientali di grandissimo pregio; punto di arrivo della strada di arroccamento della valle è diventata meta obbligata delle escursioni su questa parte del crinale appenninico.

Ultima modifica ilLunedì, 14 Settembre 2015 15:14
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