Estate 1934

ESTATE 1934 A FELLICAROLO
Me l'ha raccontata Gian di Fellicarolo ( Giovanni Bellettini, classe1921, invalido di guerra, ex cantoniere comunale e factotum della frazione ): si erano gli anni 30 e precisamente nel 1934 e lui aveva 13 anni e nell'estate arrivano a Fellicarolo i militari al campo estivo, probabilmente una compagnia, che piantarono le tende alla Casa Nuova e sotto il Cimitero anche al Cugullo ( Cugoll in dialetto ). La sera c'era animazione nel paese ed era molto frequentata l'osteria di Aldo Menozzi, unico locale pubblico dove si poteva bere esclusivamente vino e anche si ballava. Gli uffici del Reparto di Fanteria una sera organizzarono una festa da ballo alla quale invitarono le ragazze del paese: allora ce n'erano tante che in gran parte accettarono l'invito. Gli Ufficiali erano aitanti giovanotti, istruiti, eleganti nella divisa grigioverde di allora, che parlavano in lingua, così distanti nell'aspetto e nel comportamento dai compaesani vestiti rusticamente e un pò rozzi. l'orchestra era composta da suonatori del posto. era ormai gunta l'ora di aprire le danze, che spettava, come d'uso, al Comandante del Reparto. Le nostre ragazze col loro vestito più elegante, accompagnate dalle madri e dalle sorelle più giovani, non vedevano l'ora di lanciarsi nel vortice delle danze. Appoggiate al muro della sala, vicino alla porta d'entrata, osservava l'ambiente Andrea, un uomo ancora giovane, reduce dalla guerra 15/18, emigrante in Francia in qualità di minatore, col suo cappellaccio in testa. Gli si avvicinò un ufficialetto che lo invitò a togliersi il cappello: Andrea non ne fu persuaso ed allora il militare con un gesto rapido della mano glielo buttò sul pavimento. Detto fatto, partì un diretto di pura marca montanara che mandò a gambe levate sul pavimento il rappresentante del Regio Esercito. Grida di ragazze, accorrere di altri militari: ma Andrea teneva testa a tutti. la notizia si sparse in un baleno nel paese: accorsero a dar man forte ad Andrea, Antonio, Lino ed Emilio. Venne in aiuto dei militari il cuoco del reparto che aveva tirato di boxe, ma anche lui come si presentò, fu mandato a gambe all'aria addirittura su per la scala. A questo punto fu fatta intervenire la Ronda costituita da un Sottufficiale e due soldati, che riusci dopo non pochi sforzi ad immobilizzare e ammanettare i giovani fellicarolesi e soprattutto Andrea. Allora tali provvedimenti si prendevano " in nome del Re" e sembrava che Andrea in quel momento avesse avuto da ridire anche sul nostro Augusto Sovrano. le cose si stavano mettendo male per i nostri montanari, portati successivamente a Fanano nella Caserma dei Reali Carabinieri. Erano stati commessi diversi reati tra i quali il più grave era stato l'offesa alla Maestà del Re d 'Italia, che ricordo a chi non lo sapesse era " Re d'Italia per grazia di Dio e Volontà della Nazione ". Intanto il ballo era andato a monte, le ragazze amareggiate con le madri erano rientrate a casa, Aldo riordinava e ripuliva il locale e accetava i danni subiti; qualcuno interni all'Osteria continuava a commentare i fatti mentre immaginiamoci lo stato d'animo dei famigliari degli arrestati e le preoccupazioni seguenti. Il Comandante del Reparto aveva preannunciato gravi pene per i nostri montanari, cosa fare? A qualcuno venne in mente che c'era un personaggio importante, originario di Fellicarolo, esponente del Partito Nazionale Fascista il cui intervento avrebbe potuto essere decisivo: Bursin, Borsino.
Erano Francesco Lancellotti, nato a Fellicarolo, Casa Ropa, da Giuseppe, bracciante e da Santa Lancellotti, massaia, il 18 febbraio 1901 ( morto a Roma il 23 ottobre 1988, sepolto nel cimitero frazionale ). Mi risulta che era stato maestro elementare e console nella milizia Fascista: tra le poche notizie che ho potuto raccogliere su di lui c'è quella che alla fine degli anni 30, Vice Governtore dell'Albania, annessa all'Italia. Si vee che questo signore aveva " vocein capitolo " come si suol dire : intervenne presso le Autorità Politiche e militari, c'era stata la provocazione dell'Ufficiale, Andrea era stato valoroso combattente in guerra e un disciplinato lavoratore anche in Francia; le accuse si attenuarono, furono " derubricate " ed i nostri montanari furono rilasciati e ritornarono a casa dopo una severa ramanzina del Maresciallo dei RR.CC. e, pensoanche del Podestà e può darsi ... ... ( è una mia congettura ) anche del Parroco.
Non so chi pagò i danni: ma qualcosa i " nostri " avranno pagato; certamente per un pò di tempo avranno girato al largo dell Osteria Menozzi, ma avranno anche avuto il rispetto e la considerazione dei compaesani e delle ragazze.

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